BDC28, ORATORIO DI S. MARIA DELLA PACE

Borgo delle Colonne 28, Parma

L’oratorio intitolato a S. Maria della Pace si colloca in una peculiare area storica del centro di Parma, caratterizzata dallo sviluppo della più lunga ed elegante via porticata della città le cui origini affondano nel Medioevo.
Fu fortemente voluto da una pia confraternita della città, l’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento che ebbe origine nel 1444 nella Chiesa di S. Benedetto, vocata alla preghiera delle anime del purgatorio ed alla contemplazione del Santissimo corpo di Cristo; questa “…comprò un oratorio già dé padri Amadei con un pezzo di sito, ed alcune fabbriche della famiglie Camurali e Bardini. Alli 2 Aprile 1669 fu gettata la prima pietra dell’oratorio della Beata Vergine della Pace dall’arciprete della cattedrale don Cornelio Bacialupi, e la fabbrica essendo terminata l’anno susseguente fu benedetta li 27 Luglio 1670 e l’immagine della Beata Vergine della Pace fu portata da Roma da Giacomo Bucci priore dell’arciconfraternita in piena proprietà della quale passò detta immagine …” [Archivio di Stato, sede di Parma].

L’oratorio divenne presto sede di celebrazioni eucaristiche e feste religiose realizzate in pompa magna, con generoso utilizzo di arredi e manufatti artistici. Durante la festa dell’incoronazione della Vergine, una delle più importanti per la confraternita, dal 1753 si suonava ogni anno una musica appositamente composta dal maestro Francesco Poncini, orchestrata con viole, violoncelli, contrabbasso, organo, trombe, violini e sei voci. Non mancava per l’occasione una strana e particolare usanza che prevedeva la vestizione, con indumenti nuovi, di una zitella il cui nome veniva estratto a sorte da un cappello.

Se nei secoli XVII e XVIII possiamo identificare il periodo di “maggior splendore” per l’oratorio della Beata Vergine, nell’ottocento la confraternita del Santissimo vide il ridimensionamento della propria autonomia, con il passaggio della gestione dei suoi beni all’Opera Parrocchiale di San Benedetto.

Agli inizi del novecento, periodo in cui il vigore comunicativo delle confraternite si va sempre più dissipando, la confraternita del Santissimo venne soppressa, nonostante gli ultimi strenui tentativi di salvaguardare questa antica forma di gestione privata di sacre funzioni. Con essa l’oratorio cessò la sua funzione di istituto religioso e venne sconsacrato: è stato poi riconvertito ad officina meccanica ed in seguito a garage fin quasi ai nostri giorni; diversi elementi architettonici, come ad esempio il portale di ingresso, lo scivolo in ingresso e la guardiola del portiere ne sono a testimonianza.

Lo scorso anno è stata acquistata da BDC (Bonanni Del Rio Catalog) che ne ha fatto il proprio quartier generale denominandolo BDC28 per utilizzarlo come spazio espositivo e più in generale per iniziative legate a varie forme di arte contemporanea.

@ Photo Andrea Iemolo

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