GALLERIA CENTRO STECCATA

GALLERIA CENTRO STECCATA Parma
dal 1960 Arte Moderna e Contemporanea

Strada Garibaldi 23

Entrata

LODOLAFRA (doppia mostra personale)

Marco Lodola“Lighthouse” Giovanna Fra “Oltre il tempo senza spazio”

a cura di Galleria Centro Steccata

Marco Lodola e Giovanna Fra sono i protagonisti di questa doppia mostra personale che intreccia un ideale e romantico dialogo cromatico tra forma e materia nonostante i due artisti utilizzino tecniche e linguaggi così apparentemente diversi. La delicata pittura di Giovanna Fra, vicina all’Astrattismo Multimediale, sembra contrapporsi ai lavori di Marco Lodola, icona moderna del Pop italiano, realizzati in plexiglass, led e neon, sebbene un’attenta analisi riveli che luce e colore sono gli elementi cardine di un’esposizione che si pone lo scopo di esplorare le peculiarità espressive dell’Arte Contemporanea.

Il segno astratto e caratterizzato da cromie accentuate che anima le opere di Giovanna Fra ha radici nella Action Painting e trasforma il colore e la materia in un linguaggio capace di descrivere il visibile mentre le opere che realizza Marco Lodola utilizzando materiali di derivazione industriale rimandano al Nuovo Futurismo e alla Pop Art, traendo ispirazione dalla vita quotidiana nella quale siamo costantemente “bombardati”, più o meno consapevolmente, da ammalianti ed abbaglianti messaggi pubblicitari.

lodolafra

BIOGRAFIE

Giovanna Fra si è diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, presentando una tesi su John Cage ed il rapporto tra arte e musica nel ’900, specializzandosi contemporaneamente nel restauro conservativo di dipinti, sculture lignee ed affreschi tra Milano e Venezia. La sua visione creativa ha privilegiato la fisicità dinamica del colore in relazione alle diverse consistenze della materia, fissando nell’immediatezza del gesto attimi di sospensione e rarefazione. Come ha scritto Vittorio Sgarbi nella monografia edita da Skira che accompagna la mostra e curata in sinergia con Luca Beatrice, le opere della Fra sono “tracce informali di vita, come dettate da impalpabili accostamenti di corpi e oggetti al supporto adottato, che lasciano segni imprecisi, anche quando netti, ideogrammi di scritture ancora in attesa di codificazione, vaporosi, tendenti all’essudato, decantandosi progressivamente fino a sfiorare, talvolta, il limite della sparizione, come piccole sindoni di eventi qualsiasi. Macchie di Rorschach sui generis che non hanno la presunzione di rivelare nulla, se non il nulla nirvanico come motore di ogni legittima aspirazione spirituale, nella sua meraviglia infinita, nella sua attrazione irresistibile. Colori di coinvolgente neutralità, evanescenti, cangianti, a interrompere l’uniformità del fondo in modo sempre variato e imprevedibile, che si offrono come alternanze di cadenze musicali, apparentemente casuali, minimali, potenzialmente inesauribili”.

Marco Lodola dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze e di Milano conclude gli studi discutendo una tesi sui Fauves, che con Matisse e Depero saranno un punto di riferimento per il suo lavoro. Lodola è tra i fondatori del gruppo Nuovo Futurismo, promosso dalle teorie del critico bolognese Renato Barilli, movimento che riproponeva l’esaltazione della modernità ispirandosi all’avanguardia storica. Nelle sue opere è fortissimo il richiamo a quella gestualità e a quelle sensazioni che rimangono indelebili nell’intenso lavoro che lo ha portato ad affermarsi a livello internazionale; dalle primissime opere su tela fino alle installazioni che hanno scandito la sua inarrestabile carriera in settori estremamente eterogenei. Sono infinite le sue collaborazioni artistiche: dalle industrie alle istituzioni pubbliche, dal mondo culturale a quello pubblicitario e teatrale, dal mondo della musica fino alle sfilate di moda e le scenografie cinematografiche e televisive. Lodola scherzando ama definirsi un artista “elettricista” ma nelle forme essenziali, anzi stilizzate e piene di luce e di colore delle sue scatole luminose il visitatore viene avvolto in un’emozione sempre nuova e la luce ne è la caratteristica vincolante capace di suscitare sempre una reazione inattesa che si attua nel momento stesso in cui l’interruttore delle sculture luminose viene acceso.

SEDE
Galleria Centro Steccata, Via Garibaldi 23

Date: dal 18 marzo al 30 giugno 2017

Orari:  Domenica e festivi su appuntamento.

Dal lunedì al sabato 10:30 – 13:00 / 15.30 – 19:30

CONTATTI
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