LA LUCE COME ELEMENTO DI INDAGINE SULLA NATURA a cura di Antonio Pipolo

STAZIONE CREATIVA

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Spazio Carroponte

Dal 27 aprile al 27 maggio 2017

 

LABORATORIO : RIPENSARE LO SPAZIO

LA LUCE COME ELEMENTO DI INDAGINE SULLA NATURA

A cura di Antonio Pipolo

 antonio pipolo

QUANDO:

  • martedì 2 maggio 16.00 – 19.00
  • mercoledì 3 maggio 20.00 – 22.00 (Attività presso il Parco di Via Verona)
  • giovedì 4 maggio 20.00 – 22.00 (Attività presso il Parco di Via Verona)
  • venerdì 5 maggio 20.00 – 22.00 (Attività presso il Parco di Via Verona)

 

DESTINATARI: iscritti alla Stazione Creativa

 

ABOUT:

L’idea di laboratorio che Antonio Pipolo vorrebbe mettere in pratica all’interno della Stazione Creativa è strettamente legata alle tecniche e alle metodologie che utilizza nel suo lavoro da artista visuale. Utilizzare la luce artificiale e naturale per alterare, modificare e riconfigurare lo spazio con il fine di arrivare ad una comprensione più profonda del mondo che ci circonda. Creare elementi di narrativa sperimentale percorrendo lo spazio e mettendo letteralmente “in luce” caratteristiche nascoste ed inaspettate. Raccontare la città da una nuova prospettiva, modificando il tempo e lo spazio e giocando con la dicotomia buio-luce.

 

Il laboratorio consiste in alcune fasi consecutive e interdipendenti tra loro:

  1. Introduzione e breve excursus storico sull’utilizzo della luce come medium, con particolare attenzione alle arti contemporanee.
  2. Overview ed informazioni teorico-pratiche sulle principali tecniche di manipolazione della luce (light painting, visual mapping, light sculpture etc.).
  3. Uscite notturne per osservare gli spazi della “città che dorme” con il fine di individuare luoghi, situazioni e caratteristiche da utilizzare per la produzione di un lavoro collettivo finale.
  4. Elaborazione collettiva di un concept e di una strategia di azione da seguire per la creazione di un progetto collettivo che si serva della luce (in tutte le sue forme) come mezzo di comunicazione e di analisi dello spazio.
  5. Eventuali uscite notturne per produrre contenuti da utilizzare nella restituzione del lavoro.
  6. Formalizzazione di un lavoro finale collettivo (video sperimentale, immagini fotografiche, installazione, performance, pubblicazione).

 

L’obiettivo del laboratorio è quello di fornire una conoscenza di base sulle tecniche di manipolazione della luce nella produzione di un progetto artistico. L’idea è che i partecipanti, attraverso l’alternarsi di momenti teorici e pratici, riescano ad apprendere, scegliere e padroneggiare tra le tecniche di utilizzo della luce nell’arte, quelle che meglio si plasmano al gusto ed alla ricerca artistica personale.

In secondo luogo è importante che si intraprenda un rapporto intimo di conoscenza con l’oggetto di analisi, in questo caso con la città di Parma, allenando lo sguardo ad una osservazione critica dello spazio circostante.

Lo scopo ultimo è quello di realizzare, collettivamente, un’opera che racconti in maniera puntuale e non convenzionale gli spazi della città grazie alle tecniche apprese nel corso del laboratorio.

 

 

BIOGRAFIA:

Antonio Pipolo è laureato in Scienze dell’Architettura presso l’Università degli studi di Parma, con master in Teatro e Arti visive allo IUAV di Venezia.

I suoi interessi orbitano intorno alla ri-definizione e alla rappresentazione dello spazio, soprattutto quello marginale, abbandonato e buio, e del rapporto tra lo spazio del corpo e quello dell’architettura. La passione per i contesti naturali unita ad una predilezione per le tecniche multimediali lo portano spesso a riflettere sul rapporto conflittuale tra uomo, natura e tecnologia.

Come medium prediletto utilizza la luce, elemento che manipola in tutte le sue forme producendo video sperimentali, installazioni interattive, sculture di luce e scenografie digitali.

Ha partecipato come artista a numerosi festival di arti interattive e multimediali tra cui il Toolkit Festival di Venezia, Il festival della Fotografia Europea di Reggio Emilia, Il Flussi di Avellino, l’LPM di Amsterdam e prodotto installazioni per vari enti ed organizzazioni tra cui il comune di Parma, l’ordine degli architetti di Parma e Piacenza, il GAI (giovani artisti italiani), il conservatorio di Monopoli ed il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

È direttore artistico di Fòcare, residenza per artisti che riflettono sui rituali contemporanei. Dal 2014 è membro di Caleido, collettivo di artisti multimediali con in quali condivide passione e visioni.