VANESSA MACAGNINO, Güéngo – Evoluzione della specie

L’artista Vanessa Macagnino (Locri, 1985) presenta la mostra “Güéngo – Evoluzione della specie”.

Gli inediti lavori esposti, in grafite e carboncino, sono nati in seguito a un viaggio intenso ed avventuroso della pittrice calabrese nel cuore dell’Africa. Suggestioni, tumulti della coscienza e nuove consapevolezze hanno generato questi volti che appartengono ai bambini, alle bambine, agli uomini e alle donne che ha incontrato e fotografato durante il suo viaggio dove ha scoperto l’esistenza di un minuscolo villaggio, abitato da bambini invisibili, mimetizzati nella maestosità selvaggia della foresta, tra Bangui e Bambari, nella Repubblica Centrafricana.

“Güéngo”, in sango, la principale lingua parlata in Repubblica Centrafricana, significa “viaggio”. Da un piccolo villaggio, nascosto nella foresta, ha inizio una sorta di mutazione o, per meglio dire, una speciazione. Gli esseri umani manifestano un’insolita forma di resilienza, un antidoto alla peste più vorace di questo tempo: la mancanza di empatia. Sviluppano branchie, squame, ali, piume, assumono tratti e caratteri di animali migratori per garantirsi la possibilità di spostarsi liberamente, sfuggendo alle logiche politico-economiche che l’Occidente impone. La natura modifica sé stessa per sopravvivere ed autoconservarsi, l’evoluzione consiste nell’alterazione di caratteri ereditari in relazione al mutare delle condizioni date.

L’artista ha scelto di ritrarre volti privi di riferimenti spazio-temporali, che rimandassero alle sensazioni vissute in quel villaggio che, analogamente, appariva ai suoi occhi alienato ed alienante e ha immaginato che Güèngo potesse diventare il nome di un nuovo popolo o di una nuova specie.
Ogni protagonista dei ritratti è idealmente capostipite di una nuova specie in grado di sopravvivere alle condizioni imposte, alla supremazia delle logiche politico-economiche dell’Occidente, all’indifferenza dei propri simili, alla condanna dei cambiamenti climatici ed alla difficoltà di sfuggire ad un destino apparentemente inesorabile.
Ogni protagonista dei ritratti assume connotati di volatile, animale acquatico, rettile o insetto per urgenza di libertà.–

Natura e diritto inalienabile dell’Uomo alla sopravvivenza sono, dunque, gli elementi fulcro, in continua contaminazione, di queste opere che fondono “iperrealismo” e “fantastico”, stili ed attitudini che convivono nell’artista, tanto curiosa nei confronti del dettaglio del reale, quanto avvezza alle acrobazie della fantasia.
La metamorfosi è risorgimento e viatico per la salvezza ed il riscatto degli invisibili.

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Cenni biografici Vanessa Macagnino
Vanessa Macagnino è nata a Locri, sulla Costa dei Gelsomini, in provincia di Reggio Calabria, il 21 settembre 1985, da genitori emigrati in Germania, partiti da Locride e Salento, e rientrati in Italia meridionale dopo 30 anni. Ha iniziato a disegnare da bambina e a dipingere nella prima adolescenza, si è diplomata al liceo artistico e laureata all’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria. Vive e lavora a Parma, dove insegna “arte e immagine” nelle scuole secondarie e superiori.

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A cura di Chiara Canali e Camilla Mineo

In collaborazione con Italia Veloce – spazio vetreria