ENRICO ROBUSTI - Danze macabre, sposine ambiziose e angeli caduti

Nell’Oratorio di San Tiburzio, tipico esempio di barocco parmense che fa parte del palazzo dell’Asp Ad Personam, si svolge la mostra Danze macabre, sposine ambiziose e angeli caduti di Enrico Robusti, a cura di Camilla Mineo. L’artista parmigiano, presenta un progetto pittorico realizzato appositamente per l’Oratorio e nato da una riflessione sulla condizione umana, sullo spirito leonardesco di andare oltre i propri limiti al di là delle leggi universali e incentrato sul rapporto tra sfera terrena e quella celeste. Ambizione, progresso, limiti sociali, ansie, disubbidienza, individualismo, momenti di vita quotidiana portati all’esagerazione e all’esasperazione, i quadri di Enrico Robusti (Parma, 1956) vogliono rappresentare la voce di una società, dell’uomo, o meglio il suo grido. In un percorso fatto di alti e bassi, l’uomo è sempre alla ricerca di qualcosa, di un significato più profondo che pare sfuggirgli. L’amore, la fede e la conoscenza lo guidano nel cammino e lo portano ad aggrapparsi alla speranza. Con il suo stile grottesco e caricaturale, con i suoi volti trasfigurati e attraverso cortocircuiti prospettici, Robusti rappresenta il viaggio tortuoso dell’uomo, rivela una presa di coscienza, parla di un volo che non ha successo anche se c’è una luce che si intravede, un vortice che ci cattura, una vena che diventa fiume, sentiero, terra, cielo, Dio. La grande pala d’altare centrale rievoca il mito del volo e la caduta di Icaro, le ali dipinte dall’artista richiamano le macchine volanti realizzate da Leonardo nell’idea del suo volo impossibile: l’angelo che cade ci assomiglia proprio nella sua imperfezione, nel suo destino tanto simile a gran parte dell’umanità.

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ENRICO ROBUSTI

Enrico Robusti (Parma, 1956), artista parmigiano, dopo gli studi classici e una laurea in Giurisprudenza, si dedica allo studio della tecnica pittorica, con particolare riferimento alla scuole seicentesca di Van Dick e Rubens. Esordisce artisticamente nel 1991 con una presentazione di Federico Zeri. Il 2004 è l’anno della svolta: la mostra “Bar Italia” segna la sua nuova vena espressiva. Da quel momento si susseguono fortunati e importanti riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale.

 

A cura di Camilla Mineo
In collaborazione con: ASP “Ad Personam” e Positive River Festival